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20080115 - TORINO - HTH - MENINGITE: BIMBA MORTA A TORINO, SEQUESTRATA CARTELLA CLINICA - Gli esterni dell'ospedale Regina Margherita, dove ieri � morta a causa di una meningite Martina Zappardo, la bambina di tre anni. La piccola, quando e' stata portata per la prima volta al pronto soccorso, presentava un consistente rialzo della temperatura corporea (era di 40,4 gradi centigradi). I medici hanno eseguito gli esami del sangue e delle urine e le hanno somministrato un antipiretico. Dopo tre ore di osservazione, la febbre era scesa a 36,7 e, dunque, la bambina e' stata rimandata a casa. I carabinieri del Nas hanno effettuato un sopralluogo all'ospedale Regina Margherita di Torino e hanno sequestrato la cartella clinica della piccola. ALESSANDRO CONTALDO / ANSA / KLD

Una storia che potrebbe diventare un film, ma che ha avuto un lieto fine. Un bambino di soli 7 anni è stato sottoposto con successo al trapianto di cuore, dopo un’attesa interminabile di 525 giorni.

L’operazione si è svolta all’Ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino, il bambino sta bene ed è già stato dimesso.

Oltre un anno e mezzo di attesa, sopravvivendo grazie a un cuore artificiale “Berlin Heart”, ma alla fine il bambino, nato in Marocco, ha avuto un cuore vero. A compiere l’impresa i chirurghi del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell’ospedale piemontese.

Il piccolo paziente accusava sintomi di insufficienza cardiaca dal 2019. Giunto con la madre in Liguria, dove si trovava il padre, era stato sottoposto in degenza in un altro ospedale della regione. Con l’elicottero il bambino venne poi trasferito al Regina Margherita, dove all’improvviso si fermò il suo piccolo cuoricino.

I medici in servizio al reparto di Cardiochirurgia diretta dal dott Sergio Michele Grassitelli lo strapparono alla morte e dopo pochi giorni gli impiantarono il cuore artificiale, che gli ha permesso di vivere sino ad oggi.

Durante il lungo periodo di degenza il piccolo paziente ha imparato la lingua italiana. Ha visto nascere un fratellino ed è diventato un po’ la mascotte del reparto di degenza. Finalmente dopo 525 giorni la svolta, un cuore vero è arrivato da una donazione e il piccolo paziente ha potuto abbandonare la lungodegenza e tornare a vivere una vita normale.